Istituto di Demiurgologia

Ignobile Uacci Uari Band – Qnastr (1985)

Guida all’ascolto di
Qnastr
Ignobile Uacci Uari Band
1985 (autoprodotto)

Credo che l’estate del 1985 sia stata l’ultima estate in cui fui veramente felice. Avevo una bicicletta con la sella lunga che avevo appena imparato a padroneggiare con l’equilibrio giusto, avevo fatto le mie prime vacanze al mare, avevo le cassette col bimbomix e non avevo bisogno d’altro. Ricordo distintamente che fu un’estate caldissima, e che a casa mia comprammo un ventilatore oscillante per l’occasione, che all’epoca ci sembrava portasse un refrigerio pazzesco.
C’era cossiga appena salito al quirinale, gorbaciov appena entrato al cremlino, c’era stata la strage dell’heysel e il primo grande live aid. Commodore 64, Walkman, Gommina Simmons, insomma erano gli anni ottanta porcavacca.

A poche centinaia di metri da casa mia, intanto, nel torrido luglio del 1985, l’Ignobile Uacci Uari Band incideva su un portastudio a cassetta l’unico documento sonoro della loro breve storia musicale di cui permanga traccia ai giorni nostri. Il filosofo ha scovato una copia di questa musicassetta nei suoi archivi sterminati e me ne ha fatto temporaneo dono affinchè lo potessi rippare indegnamente.
Si tratta di un EP di quattro brani, la cui copertina evoca chiaramente tempi in cui il desktop publishing non era ancora uno strumento alla portata di tutti. Il titolo dell’EP è Qnastr. Non ho la benchè minima idea di cosa significhi, ovviamente.

encomiabile il ricorso al carattere eurostile, che conferisce grande dignità ad un progetto grafico improntato ad un'essenzialità degna del De Stjil.

encomiabile il ricorso al carattere Eurostile, che aggiunge ulteriore dignità ad un progetto grafico improntato ad un'asciutta essenzialità degna del De Stijl.

L’Ignobile Uacci Uari Band era un supergruppo locale, formato da noti praticanti dell’arte musicale locale, quello che oggi diremmo una comunità creativa, e che in certi punti si potrebbe quasi confondere con un più comune popolo da bar. Ebbero un successo effimero, culminato in una breve serie di affollati concerti dal vivo che io per la giovane età non ebbi mai occasione di vedere (nè comunque avrei capito certe sottigliezze del loro argomentare). La cassetta, pur essendo una sorta di demo, è priva di qualsiasi nota di copertina che non siano il titolo, l’autore, ed il titolo delle tracce.
Il colpo di genio però si percepisce ascoltandola, poichè alla fine del lato A ed alla fine del lato B, a mò di riempitivo del pur scarso metraggio di nastro contenuto, un membro della Ignobile legge a voce le note di copertina. Io personalmente vi inviterei ad ascoltare prima queste tracce di quelle prettamente musicali, in quanto contribuiscono a fornire i prodromi dei successivi ascolti, e poichè in essi si colgono chiaramente le radici di quella naiveté ravennate che affondava le proprie radici più nel culto di trasmissioni culto come Quelli Della Notte che nel rock demenziale padano.

“L’ignobile” (Ferretti – Busa) è uno swinghettino ballabile che rappresenta la dichiarazione programmatica dell’Ignobile Band (“non è certo geniale, ritrovarsi a suonare”), una presa di coscienza della limitatezza dei mezzi e della caducità delle cose, ed un invito a fuggire grandi sogni di gloria accontentandosi di piccole gioie tangibili.

“Il batuffolo” (Frassineti – Busa) è il capolavoro dell’EP, la traccia che spezza il cuore e le reni di ogni fan di radio nk. E’ la storia di una relazione che si trascina stancamente tra temporanei sogni di beata solitudine dell’uomo e ricorrenti visite della donna, che l’uomo sopporta oramai solo per il dono transitorio del batuffolo, metafora peraltro non particolarmente velata. Vi scoprirete a canticchiarla di nascosto, questo è certo.

“Parlato – Lato A” sono le note di copertina del lato A.

“Si fa così per dire” (Frassineti – Busa) è un altro ballabile (che inizia con un autentico uacci uari) che trasuda afa romagnola (“cantare fa sudare, portatemi da bere”) e racconta di piccoli trastulli notturni e di desideri appena accennati.

“Tema 2000” (Frassineti – Ferretti – Busa) è una canzone che racconta dell’amore dell’uomo verso la donna in tutte le sue forme; occhio al testo perchè ha degli autentici lampi di visionarietà. Il ritornello è autenticamente sanremese per l’arrangiamento, un po’ meno per le liriche. Occhio anche al kazoo, che non può mancare in un brano di questa levatura.

“Parlato – Lato B” sono le note di copertina del lato B.

Emozionante la chiosa sui futuri ascoltatori (nella traccia 6): “… in modo che tra una decina d’anni, quando verrà riascoltato…”. Bom ragazzi di anni ne sono purtroppo passati ventiquattro, ma finalmente giustizia è stata fatta.

Per soprammercato alleghiamo in piccolo il testo di “Il Batuffolo”, fedelmente trascritto un po’ alla bell’e meglio, certi di farvi dono gradito. So sing along!

Ignobile uacci uari band
Il batuffolo
(Frassineti / Busa)
Mi piacciono le fragole
Lo sai che novità
Mi fan venire i brufoli qua e là
Vorrei telefonare ma
Telefono chissà
L'ho perso tra l'armadio ed il sofà
Peccato ma mi manchi sai
E dire che io non vorrei
Insieme a te non sono quasi mai felice
Ma so che tornerai
Mi offrirai il batuffolo
E così per un attimo
Sarò Indiana Jones
Oppure un minatore del Perù
Sdraiato e scalzo sul sofà
Guardando la TV
Mi gratto i brufoli e mi sento giù
La stanza è un gran casino ma
Ci vivo in libertà
Il letto l'uso ancora per metà
Non è che si sta male sai
La tentazione non mi assale mai
Senza di te mi sembra di essere felice
Ma so che tornerai
Mi offrirai il batuffolo
E così per un attimo
Sarò nell'hit parade
Oppure un tagliatore di bambù
Non è che si sta male sai
La tentazione non mi assale mai
Senza di te mi sembra di essere felice
Ma so che tornerai
Mi offrirai il batuffolo
Ah il batuffolo
Ah il batuffolo
Ah!