radiomonofobia

radiomonofobia #01

Registrata e trasmessa giovedì 14 ottobre 2010
@ casa del wemma
Alessandro (con la collaborazione di Elisabetta Venturi)

Il wemma, come già Jack Lemmon ne La sindrome cinese, si rinchiude nella stanza dei bottoni e mette in onda il proprio delirio di persona che non sopporta l’esistenza dei numeri primi e che non tollera il concetto di infinito. Questa, signori ascoltatori, è la cosa più vicina alla radio verité che abbiate mai ascoltato su questo sito. E’ praticamente impossibile descrivere questa trasmissione, ma può aiutare questa sinossi cronologica (mancano molti dettagli, inesprimibili per iscritto):

Minuti da 0:00 a 16:15 – il wemma parla con sua figlia di cose abbastanza scollegate tra loro.
Minuti da 16:15 a 18:20 – il wemma si presenta, prendendosela poi con sua moglie, intenta a stirare panni.
Minuti da 18:20 a 20:10 – il wemma presenta il suo nuovo flauto a cursore, e lo suona.
Minuti da 20:10 a 22:09 – il wemma parla di Santoro e di digitale terrestre, concludendo con una zufolata.
22:09 – il wemma minaccia la chiusura della trasmissione, ma poi si ricrede.
Minuti da 22:09 a 22:50 – il wemma parla di monofonia.
Minuti da 22:50 a 23:33 – il wemma dice numeri a caso.
Minuti da 23:33 a 24:23 – primi accenni del delirio.
Minuti da 24:23 a 25:12 – torna la figlia del wemma.
Minuti da 25:12 a 26:28 – il wemma se la prende con sua moglie: “comunque volevo dirti che tua figlia ha partecipato”.
Minuti da 26:28 a 29:23 – accade una piccola tragedia familiare allorquando la figlia del wemma si rifiuta di andare a letto.
Minuti da 29:23 a 30:45 – il wemma dice numeri a caso. Interrotto da sua moglie. Rumori di scrittura.
30:45 – “perchè quando siamo soli io e te vai a letto senza problemi?”
31:20 – “questa puntata non è registrata” “non deve andare in mani sbagliate”.
Minuti da 31:52 a 33:40 – il wemma se la prende con gli invidiosi, e con l’infrastruttura di internet in Italia.
33:38 – “il demiurgo è una persona che pensa troppo a sé stesso”. Sfogo contro il demiurgo.
34:22 – zufolata.
Minuti da 34:22 a 35:15 – il wemma si scaglia contro halloween. Poi inizia a parlare con sé stesso.
Secondi da 35:15 a 35:20 – il wemma dice numeri a caso. Si ferma sul 49.
Minuti da 35:20 a 38:28 – il wemma si scaglia con veemenza contro il numero 49. Rumori di scrittura.
Minuti da 35:20 a 44:25 – il wemma si domanda delle “cose di cui si può fare a meno”, e si dà alcune risposte parziali.
40:39: “vabbè ma attorno alla mia scrivania non ci sono tante cose che necessitano di ruote”
41:23: “che ruolo ha la mosca nell’ecosistema mondiale?”
42:10: “mangiare un’ape non deve essere simpatico”
42:40: “ditemi che ruolo ha la zanzara nel mondo”
43:33: “alla fine puoi fare a meno della sabbia”
Secondi da 44:25 a 44:56 – il wemma dice numeri a caso.
Minuti da 44:56 a 46:09 – il wemma parla della sua casella di posta. Qui le pause cominciano a farsi più frequenti.
Secondi da 46:09 a 46:51 – il wemma liquida fatti accaduti recentemente nel mondo.
47:53: “il mio consumare ossigeno nel mondo gli ha permesso di farlo? Cioè va bene, bravi, ma è stato utile a qualcosa?”
Inizia la fase di delirio vero e proprio.
Secondi da 49:00 a 50:10 – il wemma si scaglia contro il senso del programma spaziale dal 1961 ad oggi.
49:57: “ho detto troppe volte vabbè”. A questo punto il contatore di vabbè assomma a 64.
Minuti da 50:10 a 52:10 – il wemma inizia discorsi a sfondo razzista e/o campanilista.
Secondi da 52:10 a 53:00 – il wemma inizia a parlare tra sé e sé dell’origine della vita nel mondo.
Minuti da 53:00 a 55:58 – il wemma legge il sito dell’ANSA e commenta usando dosi liberali di vabbé, con tono di sufficienza. Si scaglia in particolare contro la missione in Afghanistan. Silenzi diffusi.
Minuti da 55:58 a 59:54 – il wemma descrive con minuzia una matita presa dalla sua collezione personale di cancelleria, e successivamente il proprio portamine. Discorsi liberi, incentrati sulla cancelleria in generale. Qui si percepisce chiaramente che al wemma le parole iniziano a mancare. Rarefazione delle parole.
59:54: zufolata.
Secondi da 59:54 a 60:45 – silenzio. Rumori di mouse. Rumori di suzione. Sospiri.
Frasi sparse. Sospiri.
61:24: Zufolata.
61: 38: Rumori di scrittura o disegno.
61:44: “La scatola è lì”
Minuti da 60:45 a 63:25 – silenzio, discorsi sconnessi, “io devo andare in bagno”.
Minuti da 63:25 a 65:09 – il wemma tira una riga in un foglio, si lascia andare a considerazioni sulle righe in generale. Poi inizia a disegnare in modo più o meno libero.
Minuti da 65:09 a 67:54 – il wemma si scaglia con veemenza contro il concetto di infinito, seguendo una logica enunciativa abbastanza libera.
Minuti da 67:54 a 71:40 – il wemma prova difficoltà argomentative nell’enunciazione del concetto di infinito.
68:40 – “no all’infinito”.
69:10 – “l’infinito non esiste”.
Secondi da 71:40 a 72:10 – continuando discorsi che riguardano il concetto di infinito, il wemma scopre di aver dimenticato quali siano i 5 sensi.
Minuti da 72:10 a 75:22 – il wemma mette in discussione il concetto di big bang. Per fare questo si aiuta con il disegno di un punto. Qui è l’apice del delirio. Si toccano vette himalayane di farneticazione. Rumori di scrittura.
Minuti da 75:22 alla fine – spegnimento del soliloquio, rassegnazione, rumori di regolazione audio del macintosh. Musica orrenda. Fine.