Putiferiae

Putiferiæ – Puntata 9 (1×09)

Registrata e trasmessa martedì 11 dicembre 2012
presso lo studio dei Klippa Kloppa

Puntata completamente dedicata al radiodramma “Rose Gialle in anticamera”. Sceneggiatura di Maurizio Bontaglione e Liliana Faccioli Pintozzi.

Seasshe Whitehead:
– Anna “Annina” Giorgi, una giovane donna borghese

Prete Criminale:
– Gen. Antimo Ronzo, tutore di Anna
– Ismaele, amante giovanile di Anna
– Geraldina, domestica di casa Giorgi
– Professor F., padre inventore della psicologia

Mr. Draghen:
– Cavalier Bardazzi Rizzi, compagno d’armi del marito di Anna
– Leonardo, un famiglio di casa Giorgi
– Sandrino, marito scomparso di Anna Giorgi
– Suor Palmira, madre superiora del convento
– Dott. Elio Sorbona, un passante soccorritore

Vigilia di Natale in casa Giorgi: mentre Geraldina prepara il cappone, Antimo Ronzo annuncia ad Annina di avere invitato a cena il Cavaliere, suscitando nella giovane donna ripulsa e paura; tuttavia, scopriamo che anche Anna in segreto tramava di invitare il Cavaliere a cena per una ragione oscura.
Durante la sfarzosa cena, gli uomini esortano Anna ad aprirsi alla vita dopo la scomparsa del marito, ma Anna si allontana presto dal consesso per raccogliersi in preghiera. Congedandosi, tuttavia, Anna commette un lapsus che lascia i due commensali pieni di dubbi, compresi quelli sulla sanità mentale della donna.
Anna, d’altro canto, durante le preghiere confida a Dio dei dolorosi misfatti compiuti due anni prima.

In un flashback, due anni prima, troviamo Sandrino preoccupato che esorta tutor Ronzo a visitare Anna, da mesi ritiratasi in preghiera in un convento, ma in realtà fuggita dalla famiglia per mettere al mondo il suo primogenito, Prometeo, avuto da una relazione extraconiugale, che poi gli sarà sottratto dalle suore. Tutor Ronzo visita il convento, dove la superiora suor Palmira gli nega di poter vedere Anna.

Ritornando al presente, il Cavaliere e tutor Ronzo continuano a discorrere amabilmente nel salotto di casa Giorgi; il generale interroga il Cavaliere sulla fine di Sandro Giorgi, scomparso a Budapest, dov’era impegnato nell’esercito e combatteva come cecchino, primeggiando nella tattica, tanto che la sua maestria nell’arte di uccidere aveva indotto il nemico a porre una taglia sulla sua testa.
I due convengono di accompagnare Anna Giorgi al teatro dell’Opera per Natale, laddove sarebbe andata in scena La Gioconda di Amilcare Ponchielli, su libretto di Arrigo Boito (i due peraltro, nella discussione in corso, rivelano di essere discreti melomani).

Il giorno dopo, al Teatro dell’Opera, Anna si assenta dai due con una scusa e, rosa dal rimorso ed ispirata dall’ascolto dell’opera, decide di compiere un insano gesto buttandosi nel Canale degli Orsi.
Ronzo e Bardazzi Rizzi tornano a casa sua per cercarla, e lì Geraldina racconta di un passato accadimento laddove, dopo aver assistito a “I Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo, la signora Giorgi aveva avuto un esaurimento nervoso.
Anna, d’altro canto, viene salvata casualmente da un passante, il dottor Elio, che non può fare a meno di restare rapito dalla visione della bella e sventurata giovane donna.

Tutor Ronzo, alla vista della povera Anna, esce di testa ed ammette le sue colpe al soccorritore, mentre dal canto suo il dottor Elio, un agnostico, reagisce male al clima clericale di casa Giorgi.
Elio Sorbona, poi, rivela di essere uno psichiatra, e tutor Ronzo ne approfitta per domandare assistenza per Annina.
Il dottore allora promette di fare quanto possibile, parlando del caso al Professor F. in persona, suo mentore, e discute con Ronzo il lapsus che il giorno prima aveva sentito pronunciare ad Anna.

Elio scrive al Professor F., che scopriamo essere il padre della psicologia, spiegando le nevrosi riscontrate nella signora Giorgi, e ne riceve una risposta accorata, nella quale il luminare concorda sul fatto che le psicosi di Anna potrebbero essere legate a delle sue perversioni nascoste, ed accetta di visitare la signora Giorgi il 13 gennaio successivo.

Intanto, nell’alcova di Bardazzi Rizzi, continua il rapporto non platonico tra il Cavaliere e Geraldina, dove la serva racconta del proposito di Ronzo di far visitare la signora da un luminare della psicologia ed il Cavaliere prosegue nelle sue trame losche contro casa Giorgi.

Annina intanto, ripresasi dalla mancata tragedia, riceve la visita del dottor Sorbona, il quale rimane rapito da alcuni dipinti di Anna, che si scopre essere una talentuosa pittrice, ed invita la giovane a dipingere per lui, non mancando, buon ultimo, di infatuarsi della bella Annina.