Viaggio allucinante tra le peggio porcherie ludico/concettuali propinate dalla stringente attualità. Posto che l’hypnagogic pop era il genere underground cult del 2009, e ancora non abbiamo capito cosa ci toccherà nel 2010, tanto vale spingersi sul fondo e insozzarsi le orecchie con le gesta sonore di Ariel Pink e precursori, ma anche con Gary War, Ducktails, Sun Araw, Dolphins into the Future e compagnia offuscante. Premesso che il lato autenticamente trendy della faccenda (il cosiddetto glo-fi) lo lasciamo fuori e che quello femminile viene solo sfiorato nel finale, è pleonastico dire che su tutto quanto incombe il genio annichilente putrido e visionario di James Ferraro.
mar 14








marzo 14th, 2010 at 21:39
questa grafica è farina del sacco del filosofo?
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marzo 14th, 2010 at 23:07
sì, per questa ho avuto i potenti mezzi lavorativi. I colori sono volutamente il più fastidioso possibile, mi pareva in linea con l’operazione.
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marzo 14th, 2010 at 23:50
Filosofo anche grafico per l’occasione. Sono in ascolto, solo al minuto 2, ma hai gia’ detto una frase memorabile:”… si fanno avanti nella nostra mente queste visioni paraoniriche che poi diventano i sogni…vabbeh insomma, chissenefrega…”. Splendido.
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marzo 15th, 2010 at 16:33
beh, insomma, l’aura cialtronesca che promana dall’intera faccenda hypnagogica è evidente, però alla fine mi sembra una puntata ascoltabile nonostante tutto. E poi è fin troppo evidente che James Ferraro sarà ricordato come il Grande Genio musicale di inizio millennio.
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marzo 18th, 2010 at 07:34
Benno continua a tirare calci anche dal letto, con scatti Ipnagogici che lo fan rassomigliare a Sandra Mondaini.
E spacca di brutto, col Filosofo che legge se stesso e si critica scettico, unendo Borges, Debord e Brecht in un unico podcast.
Divino!
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Webmastro Risposta:
marzo 18th, 2010 alle 10:31
ho i lagrimoni
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marzo 18th, 2010 at 09:46
Beh, adesso non perdiamo la testa…
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