COA #113 – Eh Tiziano, la tassonomia e la semantica sono morti come Rosencrantz e Guildestern.
2010 - Ascolta, Caffenichilismo On Air| 1 Commento »mannes il giusto è arrivato e mo’ la giustizia ha preso una forma tutta diversa. prendete nota.
mannes il giusto è arrivato e mo’ la giustizia ha preso una forma tutta diversa. prendete nota.
“ah peraltro in questo momento non mi disgusterebbe la guerra civile, a parte il sangue che mi fa sempre bruttino” (Il demiurgo) [...] “Ah vabbé io mi riciclerei sempre come suonatore di piffero” (Il filosofo). Minuto 50 circa. Non altre parole umane da riportare.
Patti col diavolo, bidoni del rusco, monocordi e pallecorde, bassa fedeltà, humming, bless us Lord, fife & drum, guerre di secessione che manco se vinceva Pupo. Vi serve altro?
Unto suo padre, unta sua madre, unta la figlia e la sorella, era unta pure quella, era unta pure quella.
(traditional)
Tutto quello che non avreste mai voluto sapere sulle possibili e nefaste contaminazioni tra radio e musica
Kan Mikami (三上寛, Mikami Kan, nato il 20 marzo 1950) è un cantautore folk giapponese. La sua musica, influenzata dal blues americano, fu popolare nei ‘70 in giappone. Il suo brano fu famoso fu “夕焼けの記憶から / 三上寛・青森ライヴ”, ovvero “Anche questa volta ho votato sbagliato”.
Se avrete la pazienza di scaricare il file del poccast che vi stiamo presentando noterete che il minutaggio indica 846 minuti e 42 secondi. Non è un errore tennico, il podcast dura veramente quattordici ore, sei minuti e quarantadue secondi. Al momento non possiamo confermare che si tratti del più lungo podcast mai pubblicato nel mondo, e neppure in Italia, ma se non lo è pergiuda ci abbiamo provato duro.
La trasmissione di natale in cui il natale non diviene mai vero protagonista. Il filosofo ci ha confezionato una parade di clip più o meno lunghi ravanando tra i momenti noti ma soprattutto tra i momenti meno noti degli ultimi quattro anni e mezzo di radio nk.
Quest’anno abbiamo voluto commentare dal vivo i dischi che ci hanno regalato al MEI, riservando a tutti una parola buona e/o una carezza sulla fronte. Seconda parte.
Puntata che dedichiamo a tutti gli speaker radiofonici che leggono cose emozionanti con lo stesso tono con cui io leggo il bugiardino del farmaco contro le emorroidi (patologia che, peraltro, non ho).
Quest’anno abbiamo voluto commentare dal vivo i dischi che ci hanno regalato al MEI, riservando a tutti una parola buona e/o una carezza sulla fronte. Qui la prima tornata, tutti gli altri CD verranno ascoltati e commentati in successive trasmissioni.
La domanda del sindaco Molinari che dà il titolo alla puntata è un po’ il senso della nostra partecipazione al mei 2009, laddove l’arte muore, il mondo muore, e noi siamo ancora qua a far cazzate. In diretta dal padiglione B, detta anche “la sala delle sette camicie” per il suo clima prodromo al vapore acqueo e di conseguenza facile veicolo di infezione, abbiamo continuato a ridefinire il concetto di sfacchinata.
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