Mentre eravamo in piazza a registrare questo monumentale poccast è arrivato il quarto stato di giuseppe pellizza da volpedo in persona, con tutti i descamisados e le madri puerpere e i braccianti e i proletari di tutto il mondo e ci ha gridato che ci dovevamo vergognare tutti, e alla svelta. Per tutta risposta il wemma ha suonato la fanfara che ha fatto montare apposta sotto il cofano del suo hummer.
“…poi ho capito che so’ tutti delle mer*e, so’ tutti uguali, rossi, verdi, gialli, so’ tutti uguali, non gliene fotte un ca*zo tutti delle mer*e, so’ gli esseri umani che sono delle mer*e [grande!] io a questa gente voglio dire basta, ci avete rotto i co*lioni, pensate anche al po… al paese, pensate a questa ggente, pensate ai giovani, hai capito, che sono senza lavoro, in questo paese che non ci aspettiamo più un caz*o da questo paese, svegliatevi!”
MAYDAY, MAYDAY, MAYDAY; Controllo qui NK ci copiate? MAYDAY. Nostra posizione 44 e 22 nord, 12 e 1 ovest. Rotta due sette zero. Controllo qui NK.
Alla fin fine erano tutti cosi’ stanchi che s’e’ fatto piu’ un Caffenichilismo On Air che un vero e proprio SINK. Vabbe’. In generale comunque si e’ parlato poco di lavoro e molto di altre cavolate simpatiche, tipo che il wemmastro della radio parla anche ai migrofoni delle radio concorrenti, della cartiera di marzabotto, del [...]







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